Serafino Massoni

Nato a Volta Mantovana, dove risiede, preside di licei statali, Serafino Massoni è autore del saggio storico-linguistico “Aspetti della lingua inglese nella scuola e nella società”, e dei romanzi storici “Il Tribuno Egizio”, ”La Lama e la Rosa”, ”Il Marinaio delle Antille” e “La Stirpe del Serpente”. Attualmente è Partner di YouTube sul cui spazio gestisce uno dei canali più seguiti.

1.115 Commenti a “Chi sono”

  • Davide Gamba:

    Buongiorno

    Sono un libraio di Ivrea

    Un nostro cliente ci chiede 1 copia del suo libro “LA STIRPE DEL SERPENTE”

    Non è che lei ne ha ancora?

    Grazie se mi farà sapere

    Davide Gamba
    cell 3498282777

  • Anonimo:

    Un mio conoscente che fa parte di un gruppo che lui stesso definisce di Illuminati mi ha suggerito di non pubblicare più i miei saggi “metafisici”, nemmeno col Self-Publishing, e di diffonderli regalandoli a chi li merita stampandoli da me o in tipografia. Lei è d’accordo o è solo un fanatico?

  • Son Trasimo di Calcedone oppure Clitofonte di Peane?:

    Questo è un commento CONFUTATIVO.

    Dubbi su “La mia Storia della Filosofia ep 27″.

    I) Rousseau pedofilo: lo sostiene un saggio pubblicato in Italia da Adelphi, ma in realtà il pezzo citato dice espresamente di non averne abusato sessualmente, ma di averla accudita, di certo qualcosa di perverso, come se si stesse equiparando una bambina ad un animale da compagnia; quasi come fosse un gatto. Però non è pedofilia.

    -” Pure, soddisfatti di trascorrere da lei le serate, chiacchierando e giocando innocentemente con quella bambina, ci divertimmo più piacevolmente, forse, che se l’avessimo posseduta: tanto è vero che alle donne ci lega meno il vizio che un certo piacere di vivere accanto ad esse. Insensibilmente il mio cuore si affezionava alla piccola Anzoleta, ma di un affetto paterno, nel quale i sensi avevano così scarsa parte, che quanto più cresceva tanto meno mi sarebbe riuscito farceli entrare; e sentivo che avrei avuto orrore ad avvicinare quella fanciulla divenuta nubile come d’un abominevole incesto”.

    - Fonte: Roberto Guiducci, La Storia di un contestatore sconfitto, pp. 1-68 (p. 32) in Jean-Jacques Rousseau, Le Confessioni, Introduzione di Roberto Guiducci, Traduzioni e note di Felice Filippini, Biblioteca Universale Rizzoli, aprile 2001, p.28.

    II) Hegel ciarlatano: Non lo dice Russel ma Karl Popper.

    A) -”Seguo la distinzione di Schopenhaur fra la “verbosità” di Fichte e il “ciarlatanesimo” di Hegel”.

    B)-”L’ intera vicenda è interessante soprattutto per la luce che getta[no] sulla storia della filosofia e sulla storia in generale. Non intendo riferirmi solo al fatto, forse più umoristico che scandaloso, che clowns siffatti vengano presi sul serio e siano fatti oggetto di una specie di venerazione di studi solenni ma spesso noiosi (e di tesi scritte da esaminare). Non intendo riferimi solo al fatto sconcertante che il parolaio Fichte e il ciralatano Hegel [rimarcando] sono posti allo stesso livello di uomini come Democrito, Pascal, Cartesio, Spinoza, Locke, Hume, Kant, J.S.MIll e Bertrand Russell e che il loro insegnamento morale è preso sul serio e forse anche considerato superiore a quello dei pensatori ora citati.”

    – Fonte: Karl Popper, Contro Hegel, Armando Editore. Roma 1997, p. 53.

    • Son Trasimaco di Calcedone oppure Clitofonte di Peane?:

      Dubbi su Massoni “La mia Storia della Filosofia ep 27″.

      I) Rousseau pedofilo: lo sostiene un saggio pubblicato in Italia da Adelphi, ma in realtà il pezzo citato dice espresamente di non averne abusato sessualmente, ma di averla accudita, di certo qualcosa di perverso, come se si stesse equiparando una bambina ad un animale da compagnia; quasi come fosse un gatto. Però non è pedofilia.

      -” Pure, soddisfatti di trascorrere da lei le serate, chiacchierando e giocando innocentemente con quella bambina, ci divertimmo più piacevolmente, forse, che se l’avessimo posseduta: tanto è vero che alle donne ci lega meno il vizio che un certo piacere di vivere accanto ad esse. Insensibilmente il mio cuore si affezionava alla piccola Anzoleta, ma di un affetto paterno, nel quale i sensi avevano così scarsa parte, che quanto più cresceva tanto meno mi sarebbe riuscito farceli entrare; e sentivo che avrei avuto orrore ad avvicinare quella fanciulla divenuta nubile come d’un abominevole incesto”.

      - Fonte: Roberto Guiducci, La Storia di un contestatore sconfitto, pp. 1-68 (p. 32) in Jean-Jacques Rousseau, Le Confessioni, Introduzione di Roberto Guiducci, Traduzioni e note di Felice Filippini, Biblioteca Universale Rizzoli, aprile 2001, p.28.

      II) Hegel ciarlatano: Non lo dice Russel ma Karl Popper.

      A) -”Seguo la distinzione di Schopenhaur fra la “verbosità” di Fichte e il “ciarlatanesimo” di Hegel”.

      B)-”L’ intera vicenda è interessante soprattutto per la luce che getta[no] sulla storia della filosofia e sulla storia in generale. Non intendo riferirmi solo al fatto, forse più umoristico che scandaloso, che clowns siffatti vengano presi sul serio e siano fatti oggetto di una specie di venerazione di studi solenni ma spesso noiosi (e di tesi scritte da esaminare). Non intendo riferimi solo al fatto sconcertante che il parolaio Fichte e il ciralatano Hegel [rimarcando] sono posti allo stesso livello di uomini come Democrito, Pascal, Cartesio, Spinoza, Locke, Hume, Kant, J.S.MIll e Bertrand Russell e che il loro insegnamento morale è preso sul serio e forse anche considerato superiore a quello dei pensatori ora citati.”

      – Fonte: Karl Popper, Contro Hegel, Armando Editore. Roma 1997, p. 53.

  • ren:

    Ma non risponde a questi commenti?

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